Lettori fissi

lunedì 27 marzo 2017

Tante rose

Buongiorno a tutti, dopo molto tempo che non scrivo più, torno a pubblicare un piccolo progetto di qualche estate fa.

L'idea l'ho presa da questo video trovato su Youtube, e basta un po di pratica per imparare facilmente questa tecnica per creare delle bellissime rose di nastro di raso, come questa:


Il colore non è usuale, ma l'ho creata appositamente con questo verde scuro per abbinata ad un abito, proprio di questo colore!

In particolare, sul retro vedete una spilla perché la rosa l'ho applicata ad una pochette, ma si possono creare anche bellissime spille per abiti o mollette per capelli, diventando così un accessorio adatto anche per delle bambine:


Ho fatto diverse prove di questa tecnica con diversi materiali, realizzando anche delle applicazioni su un'altra pochette e delle spille con la cartacrespa:




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Con un po di fantasia e qualche perlina si possono crearne anche di più particolari, comunque spero che questo semplice progetto vi possa essere utile!

Grazie per aver letto il mio post e alla prossima idea creativa!
Dani

venerdì 6 gennaio 2017

Buona Pasqua



OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Basilica Vaticana
Venerdì, 6 gennaio 2017

«Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2,2).
Con queste parole i magi, venuti da terre lontane, ci fanno conoscere il motivo della loro lunga traversata: adorare il re neonato. Vedere e adorare: due azioni che risaltano nel racconto evangelico: abbiamo visto una stella e vogliamo adorare.
Questi uomini hanno visto una stella che li ha messi in movimento. La scoperta di qualcosa di inconsueto che è accaduto nel cielo ha scatenato una serie innumerevole di avvenimenti. Non era una stella che brillò in modo esclusivo per loro né avevano un DNA speciale per scoprirla. Come ha ben riconosciuto un padre della Chiesa, i magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino (cfr San Giovanni Crisostomo). Avevano il cuore aperto all’orizzonte e poterono vedere quello che il cielo mostrava perché c’era in loro un desiderio che li spingeva: erano aperti a una novità.
I magi, in tal modo, esprimono il ritratto dell’uomo credente, dell’uomo che ha nostalgia di Dio; di chi sente la mancanza della propria casa, la patria celeste. Riflettono l’immagine di tutti gli uomini che nella loro vita non si sono lasciati anestetizzare il cuore.
La santa nostalgia di Dio scaturisce nel cuore credente perché sa che il Vangelo non è un avvenimento del passato ma del presente. La santa nostalgia di Dio ci permette di tenere gli occhi aperti davanti a tutti i tentativi di ridurre e di impoverire la vita. La santa nostalgia di Dio è la memoria credente che si ribella di fronte a tanti profeti di sventura. Questa nostalgia è quella che mantiene viva la speranza della comunità credente che, di settimana in settimana, implora dicendo: «Vieni, Signore Gesù!».
Fu proprio questa nostalgia a spingere l’anziano Simeone ad andare tutti i giorni al tempio, sapendo con certezza che la sua vita non sarebbe terminata senza poter tenere in braccio il Salvatore. Fu questa nostalgia a spingere il figlio prodigo a uscire da un atteggiamento distruttivo e a cercare le braccia di suo padre. Fu questa nostalgia che il pastore sentì nel suo cuore quando lasciò le novantanove pecore per cercare quella che si era smarrita, e fu anche ciò che sperimentò Maria Maddalena la mattina della domenica per andare di corsa al sepolcro e incontrare il suo Maestro risorto. La nostalgia di Dio ci tira fuori dai nostri recinti deterministici, quelli che ci inducono a pensare che nulla può cambiare. La nostalgia di Dio è l’atteggiamento che rompe i noiosi conformismi e spinge ad impegnarsi per quel cambiamento a cui aneliamo e di cui abbiamo bisogno. La nostalgia di Dio ha le sue radici nel passato ma non si ferma lì: va in cerca del futuro. Il credente “nostalgioso”, spinto dalla sua fede, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il Signore. Va in periferia, in frontiera, nei luoghi non evangelizzati, per potersi incontrare col suo Signore; e non lo fa affatto con un atteggiamento di superiorità, lo fa come un mendicante che non può ignorare gli occhi di colui per il quale la Buona Notizia è ancora un terreno da esplorare.
Come atteggiamento contrapposto, nel palazzo di Erode (che distava pochissimi chilometri da Betlemme), non si erano resi conto di ciò che stava succedendo. Mentre i magi camminavano, Gerusalemme dormiva. Dormiva in combutta con un Erode che, invece di essere in ricerca, pure dormiva. Dormiva sotto l’anestesia di una coscienza cauterizzata. E rimase sconcertato. Ebbe paura. E’ lo sconcerto che, davanti alla novità che rivoluziona la storia, si chiude in sé stesso, nei suoi risultati, nelle sue conoscenze, nei suoi successi. Lo sconcerto di chi sta seduto sulla ricchezza senza riuscire a vedere oltre. Uno sconcerto che nasce nel cuore di chi vuole controllare tutto e tutti. E’ lo sconcerto di chi è immerso nella cultura del vincere a tutti i costi; in quella cultura dove c’è spazio solo per i “vincitori” e a qualunque prezzo. Uno sconcerto che nasce dalla paura e dal timore davanti a ciò che ci interroga e mette a rischio le nostre sicurezze e verità, i nostri modi di attaccarci al mondo e alla vita. E così Erode ebbe paura, e quella paura lo condusse a cercare sicurezza nel crimine: «Necas parvulos corpore, quia te necat timor in corde» (San Quodvultdeus, Sermo 2 sul simboloPL 40, 655). Uccidi i bambini nel corpo, perché a te la paura uccide il cuore.
Vogliamo adorare. Quegli uomini vennero dall’Oriente per adorare, e vennero a farlo nel luogo proprio di un re: il Palazzo. E questo è importante: lì essi giunsero con la loro ricerca: era il luogo idoneo, perché è proprio di un Re nascere in un palazzo, e avere la sua corte e i suoi sudditi. E’ segno di potere, di successo, di vita riuscita. E ci si può attendere che il re sia venerato, temuto e adulato, sì; ma non necessariamente amato. Questi sono gli schemi mondani, i piccoli idoli a cui rendiamo culto: il culto del potere, dell’apparenza e della superiorità. Idoli che promettono solo tristezza, schiavitù, paura.
E fu proprio lì dove incominciò il cammino più lungo che dovettero fare quegli uomini venuti da lontano. Lì cominciò l’audacia più difficile e complicata. Scoprire che ciò che cercavano non era nel Palazzo ma si trovava in un altro luogo, non solo geografico ma esistenziale. Lì non vedevano la stella che li conduceva a scoprire un Dio che vuole essere amato, e ciò è possibile solamente sotto il segno della libertà e non della tirannia; scoprire che lo sguardo di questo Re sconosciuto – ma desiderato – non umilia, non schiavizza, non imprigiona. Scoprire che lo sguardo di Dio rialza, perdona, guarisce. Scoprire che Dio ha voluto nascere là dove non lo aspettavamo, dove forse non lo vogliamo. O dove tante volte lo neghiamo. Scoprire che nello sguardo di Dio c’è posto per i feriti, gli affaticati, i maltrattati, gli abbandonati: che la sua forza e il suo potere si chiama misericordia. Com’è lontana, per alcuni, Gerusalemme da Betlemme!
Erode non può adorare perché non ha voluto né potuto cambiare il suo sguardo. Non ha voluto smettere di rendere culto a sé stesso credendo che tutto cominciava e finiva con lui. Non ha potuto adorare perché il suo scopo era che adorassero lui. Nemmeno i sacerdoti hanno potuto adorare perché sapevano molto, conoscevano le profezie, ma non erano disposti né a camminare né a cambiare.

I magi sentirono nostalgia, non volevano più le solite cose. Erano abituati, assuefatti e stanchi degli Erode del loro tempo. Ma lì, a Betlemme, c’era una promessa di novità, una promessa di gratuità. Lì stava accadendo qualcosa di nuovo. I magi poterono adorare perché ebbero il coraggio di camminare e prostrandosi davanti al piccolo, prostrandosi davanti al povero, prostrandosi davanti all’indifeso, prostrandosi davanti all’insolito e sconosciuto Bambino di Betlemme, lì scoprirono la Gloria di Dio.

domenica 13 novembre 2016

Storia di una ladra di libri



È il 1939 nella Germania nazista. Tutto il Paese è col fiato sospeso. La Morte non ha mai avuto tanto da fare, ed è solo l'inizio. Il giorno del funerale del suo fratellino, Liesel Meminger raccoglie un oggetto seminascosto nella neve, qualcosa di sconosciuto e confortante al tempo stesso, un libriccino abbandonato lì, forse, o dimenticato dai custodi del minuscolo cimitero. Liesel non ci pensa due volte, le pare un segno, la prova tangibile di un ricordo per il futuro: lo ruba e lo porta con sé. Così comincia la storia di una piccola ladra, la storia d'amore di Liesel con i libri e con le parole, che per lei diventano un talismano contro l'orrore che la circonda. Grazie al padre adottivo impara a leggere e ben presto si fa più esperta e temeraria: prima strappa i libri ai roghi nazisti perché "ai tedeschi piaceva bruciare cose. Negozi, sinagoghe, case e libri", poi li sottrae dalla biblioteca della moglie del sindaco, e interviene tutte le volte che ce n'è uno in pericolo. Lei li salva, come farebbe con qualsiasi creatura. Ma i tempi si fanno sempre più difficili. Quando la famiglia putativa di Liesel nasconde un ebreo in cantina, il mondo della ragazzina all'improvviso diventa più piccolo. E, al contempo, più vasto. Raccontato dalla Morte - curiosa, amabile, partecipe, chiacchierona - "Storia di una ladra di libri" è un romanzo sul potere delle parole e sulla capacità dei libri di nutrire lo spirito.
Questo libro è stato pubblicato con il titolo "La bambina che salvava i libri".


Buongiorno amiche, riprendo nel mio blog anche a parlare di libri.
Forse non ve l'ho mai detto, ma i libri e i film che parlano della seconda guerra mondiale e della shoah sono i miei preferiti.

Dal punto di vista storico, il periodo della guerra non è mai bello e sopratutto quello del 40-45 è uno dei periodi più bui e drammatici della storia mondiale, ma per me i documenti che riguardano questo periodo hanno un so che di misterioso e affascinante... sopratutto perché più ci penso e più non riesco a spiegarmi come è stata possibile tutta la crudeltà che c'è stata.

Per questo libro, quindi, avevo aspettative piuttosto alte.
Se devo essere sincera però, mi ha deluso un pò perché mi aspettavo qualcosa di diverso; mi aspettavo un racconto incentrato di più sulla proibizione nazista riguardo ai libri, invece l'argomento è molto marginale e se ne parla solo in un momento della storia. 

Comunque l'ho trovata una lettura piacevole che ho fatto tutta d'un fiato!

E voi, avete letto questo libro? Cosa ne pensate?

A presto e buona domenica!
Dani

lunedì 31 ottobre 2016

Ricami insoliti

Quella di cui vi parlerò in questo post, è una tecnica di ricamo che ho conosciuto grazie a Francesca
Infatti, merito del suo blog, ho partecipato ad un S.A.L. riguardante la tecnica del ricamo su carta!

Come è successo per altri lavori, l'ho cominciato circa un paio d'anni fa... e ancora devo completare tutte le tappe! 

Però voglio lo stesso mostrarvi ciò che ho combinato!

Questa è la prima tappa, sul genere natalizio. Non ho usato il rosso perché mi sembrava un pò banale, ma lo stile natalizio si riconosce!


La seconda tappa, floreale e con un tocco di farfalle!


La terza tappa, in tema con la festa della donna!


E la quarta tappa, sempre floreale, che è stata la mia ultima tappa, ma non l'ultima del Sal!


La tecnica non è per niente difficile, è divertente e rilassante, quindi vi consiglio di provarla!
I corsi di Francesca sono sempre aperti, basta richiederli via email! 
Inoltre, se scorrete nella colonna di destra del suo blog, trovate l'elenco completo dei corsi tenuti da Francesca!

Grazie per avermi letto con pazienza!
A presto!
Dani

venerdì 21 ottobre 2016

Tovagliolo per la scuola

Eccomi qua, a scrivervi dopo qualche mese dall'ultima volta... se continuo di questo passo vi dimenticherete di me!
Sto scherzando, ovviamente, e vorrei recuperare il tempo perso partendo da questo lavoretto di ricamo:


Mi era stato chiesto da mio cugino per la sua bambina e si tratta di un tovagliolo da tenere sul banco al momento della merenda, in modo da non sbriciolare troppo sul banco e a terra.
Che ne dite, vi piace?

L'ho eseguito a punto croce, in un angolo del tovagliolo, appuntandovi sopra una tela così:


Ho passato dei punti lenti e lunghi, ma in modo abbastanza ravvicinato, e per tenere ferma la tela ho usato anche degli spilli.

Una volta terminato il ricamo, ho appuntato i fili sul retro e ho sfilato la tela, proprio filo per filo.


Non mi sono mai ricordata di chiedere a mio cugino e sua moglie se il ricamo sul tovagliolo ha retto bene ai lavaggi e se si fosse rovinato, magari allentandosi i punti... devo proprio saperlo!

E voi, usate questa tecnica per ricamare su tessuti che non siano quadrettati come la tela aida?
Come vi ci trovate?

Grazie mille e a presto!
Dani

venerdì 19 agosto 2016

Torno in punta di piedi...

Buongiorno a tutti.

Come dice il titolo, torno tra di voi... finalmente!

In tutti questi mesi in cui non ho scritto nessun post, non ho smesso di pensare a questo angolino, alle persone che virtualmente ho conosciuto grazie a lui, e tanti pensieri si sono affollati nella mia mente... fin quando sono stata molto indecisa: chiudere il blog o rinnovarlo?

Sono sincera, l'idea di chiudere il blog e far finire così la mia avventura nella blogosfera mi dispiaceva molto... in fondo è nato per gioco... o meglio, per sfida verso coloro che non hanno mai apprezzato la mia personalità e il mio modo di approcciarmi alla vita... quindi la mia decisione ultima è stata di non arrendermi e continuare a esprimermi in libertà: il blog rimane!

Il rinnovamento è ancora un w.i.p. nella mia testa... ma intanto sono tornata tra di voi e questo mi fa immensamente piacere!

Bene, per oggi la smetto di dilungarmi e vi lascio un bacio!
A presto!
Dani

lunedì 29 febbraio 2016

29 febbraio 2016

Buongiorno a tutti, ecco il ritaglio di oggi da Qumran2.net:

Possedere
(San Gregorio Magno)

O Signore, fa' che io comprenda quale grande pace e sicurezza ha il cuore che non desidera cosa alcuna di questo mondo. Infatti, se il mio cuore brama di ottenere i beni terreni, non può essere né tranquillo né sicuro, perché cerca di avere quello che non ha o di non perdere quello che possiede.

Insieme a questo ritaglio, vorrei anche dire una cosa.

Ultimamente sono stata molto discontinua nel pubblicare i miei post, in parte per mancanza di tempo, in parte per impegni personali, e in parte anche perché sto cercando di riflettere se questo mio blog, come è stato impostato nei contenuti fino adesso,  possa ancora essere interessante come lo era nei primi tempi in cui scrivevo.

Infatti, con il passare del tempo, ho notato un progressivo scemare di commenti e apprezzamenti da parte di voi che, spero, mi leggete nel silenzio.

Quindi sto riflettendo se dare una nuova impostazione al mio blog o continuare su questa strada... per ora mi limiterò a seguire "l'ispirazione del momento" e spero di giungere presto ad una conclusione.

Ovviamente, se avete consigli per me, sono ben accetti!


Grazie ancora e buon proseguimento di giornata a tutti.
Dani

martedì 16 febbraio 2016

15 febbraio 2016


Sono 3 anni che ho aperto questo blog... ultimamente h poco tempo da dedicargli, ma sono lo stesso felice che sia presente, nel suo piccolo, nella mia vita e in questa baraonda che è internet!

Una baraonda che però mi permette di crescere, di scoprire nuove cose e di rendere una piccola testimonianza di luce nl buio dell'impersonalità di internet.

Quindi, caro il mio blogghino, tanti auguri a te!

E a voi tutti, un buon proseguimento di giornata!
Dani